Dispiace sempre occuparsi di faccende spiacevoli che
coinvolgono economicamente centinaia di persone e di famiglie. Questo sembra
essere uno di quei casi. La vicenda EX-Elettrolux sembra essere uno di questi.
La vicenda della chiusura di una grande azienda dell'area fiorentina con
moltissimi cassa integrati e dopo di disoccupati. Ma poi le autorità cittadine
- Sindaco di Scandicci - e regionali - Presidente Martini - presentano una
grande proposta: la società, con l'aiuto delle istituzioni, verrà trasformata un
una azienda che produce nuove tecnologie. Una società che produrrà pannelli
solari la Italia Solare Industrie rileverà la vecchia e decotta
Elettrolux per produrre nuove tecnologie. Qui cominciano i primi problemi: una
parte del sindacato consiglia ai dipendenti di prendersi liquidazione e buonuscita
ed andare a cercare lavoro e fortuna da altri parti. Un'altra parte invece
spinge a rimanere ed a reinserirsi nel nuovo ciclo produttivo.
Tutto questo iniziava nell'agosto del 2009 con questo trionfale annuncio:
"L'ex Electrolux di Scandicci è salva, così come i 370 posti di lavoro
degli addetti. Ora la fabbrica produrrà pannelli solari e il primo
pannello fotovoltaico uscito dalla fabbrica che è stata rilevata, insieme alle
maestranze, da 'Enegia Futura' è stato consegnato simbolicamente dall' ad
dell'azienda Massimo Fojanesi al sindaco di Scandicci Simone Gheri".
Ad oggi la produzione non è ancora cominciata e ancora i lavoratori verranno
pagati con la cassa integrazione. Il giornale L'Unita scrive che la società ha
"problemi di "liquidità con le banche" e con il "mancato
arrivo delle celle al silicio" Quindi tutti in cassa integrazione!
Devo dire che questa storia ha fatto storcere il naso a molti, noi compresi. Ma
come le banche non finanziano questa impresa così tanto voluta dal sistema
politico regionale del PD ed appoggiata anche da Fiditoscana con garanzie
finanziarie della Regione ? Certo le banche vogliono garanzie economiche non
chiacchiere politiche.
Insospettiti, abbiamo fatto qualche indagine.
A livello di mercato dei pannelli solari la situazione, anche alla luce della
attuale crisi, non vanno molto bene. C'è un eccesso di capacità produttiva in
Italia, senza contare che acquistare all'estero può essere o molto conveniente
( solita Cina) o con un prodotto di qualità e ben testato (Germania). Non un
buon segnale. Mercato stanco ed eccesso di produzione.
Allora abbiamo dato un occhio alla società Italia Solare Industrie ed al suo ad
Massimo Fojanesi.
In realtà questa società all'inizio si chiamava Energie Future Holding. Questa
società aveva od ha, non è ben chiaro sede a Roma. Questa società, sempre
guidata da Fojanesi avrebbe dovuto realizzare un grande "campo
fotovoltaico" - il più grande d'Europa - in comune vicino a Palermo
Ciminna. Questo già dal 2008 - a gennaio di quel anno venivano rilasciate le
autorizzazioni-. Incuriositi abbiamo chiamato in comune a Ciminna. Dopo un
certo imbarazzo e qualche passaggio di funzionario una gentilissima persona ci
ha detto che non avevano ancora iniziato ma che aveva notizie che "a breve
avrebbero dovuto cominciare". Allora ho insistito per sapere se c'erano
comunicazioni ufficiali di inizio dei lavori. Il gentilissimo funzionario mi ha
detto di no ma che aveva sentito dire così. Un po' pochino per il più grande
campo fotovoltaico d'Europa.
Comunque abbiamo scoperto che la società Italia Solare Industrie ha
preso dalla regione un bel po' di soldi . E non solo loro ma anche altre
società di consulenza e di formazione hanno preso dei bei soldini dalla regione
per "convertire" gli operai alla produzione di pannelli solari.
Ci siamo chiesti, ma non è che banche a non dare affidamenti ( soldi) a questa
società non hanno tutti i torti ? Ma è affidabile ?
Abbiamo fatto un ulteriore controllo - per quello che ci è possibile non siamo
mica dei poliziotti - ed è risultato che la sede legale di Energia Futura ( la
holding del gruppo e iniziatrice dell'operazione a Scandicci) non è in un
qualche capannone o sito industriale di Roma ma in un palazzo dietro P.za di
Spagna, bel posto ma non molto "produttivo". Non solo da una foto
scaricata da internet si vede un classico palazzo romano pieno di uffici di
professionisti, studi commerciali e avvocati. Di Energia Futura neanche la
targa. Ma come una società leader nel campo delle nuove tecnologie con clienti
in america e nel mondo ha una sede forse presso lo studio di un commercialista?
Problemi. Allora abbiamo fatto una misura camerale della società. Peggio ti voglio. La società è inattiva. Anzi non ha mai svolto nessuna attività. Naturalmente è una Srl con capitale di 10.000 €. E' nata a luglio 2009 precisa per fare l'innaugurazione con il sindaco Gheri e poi ... sparita.
| Ma .....
scusate nessuno della regione o del comune ha controllato le credenziali
di questa società ? Nessuna istituzione ha chiesto garanzie finanziarie
prima di dare il suo sostegno e una copertura istituzionale a
questa iniziativa industriale? Ma chi ha accompagnato e presentato
in regione ed in comune a Scandicci questa società. Delle banche,
imprenditori conosciuti, che so tipo i Della Valle? Sinceramente
molti interrogativi ancora senza risposta ma andremo avanti nelle nostre
indagini e per questo contiamo su tutti i cittadini e su tutti coloro
che di questa brutta storia sanno qualcosa o che sono in grado di
sapere. Il destino di molte famiglie è legato a queste iniziative ed è
giusto che abbiano risposte chiare da quelle istituzioni che si sono
fatte garanti di questa iniziativa industriale. Da un articolo
del Corriere Fiorentino: l caso
Operai Isi in cassa integrazione «Chi ci crede ora, ai
pannelli?»
Al termine dell'assemblea che ha coinvolto i 370 operai dello
stabilimento ex Electrolux di Scandicci (oggi ISI, Italia Solare
Industrie), la voglia di sfogarsi e di capire è enorme
Musi lunghi, tanta rabbia e sfiducia. Al termine
dell'assemblea
di questa mattina, che ha coinvolto i 370 operai dello stabilimento ex
Electrolux di Scandicci (oggi ISI, Italia Solare Industrie), la voglia
di sfogarsi e di capire è enorme. Un po' si è accumulata nell'assemblea
che viene descritta «accesa e animata». Niente, però, a confronto di
questi 5 anni di continua frustrazione. La crisi del 2005, lo stato di
vertenza permanente fino a tutto il 2008, poi la riconversione alle
energie rinnovabili, immortalata da una trasmissione di Rai 3, e, nel
giro di pochi mesi, siamo punto e a capo. Ad «accendere e animare» la
mattinata è stato il resoconto dell'incontro che si era svolto ieri in
Regione, dove, alle rappresentanze di base è stato promesso che, sì, è
la volta buona: dal 22 aprile si farà sul serio, partirà una linea
consistente di produzione di pannelli fotovoltaici.
«Dopo mesi e mesi di rimandi -
commenta Piero - come faccio a credere che inizieremo veramente a
lavorare? E quanti di noi potranno farlo?»...... Difficile dire chi sia più pessimista,
se chi, come Francesco, lavora qui da venticinque anni, o coloro che
spiegano di «far parte dell'ultimo gruppo. Siamo quelli che gli altri
chiamano “ISI”. Sembriamo un corpo estraneo, rispetto a chi dice ancora
di essere “dell'Electrolux”. Siamo entrati il 9 febbraio. Sono tre
settimane che non si lavora. Finora ci hanno fatto il corso di inglese,
ora vediamo cosa accadrà col bando della Regione, cioè la formazione che
deve partire ad aprile. Per ora a partire è solo la cassa
integrazione». «Dove sono i politici?», chiedono i primi ad aver
lasciato l'assemblea, dopo un paio d'ore. «Qua sono venuti tutti in
pellegrinaggio elettorale, quando gli serviva. Dov'è il sindaco». Il
sindaco Simone Gheri è il più additato, «perché ancora poche settimane
fa diceva che tutto andava bene e che non era vero che saremmo andati in
cassa integrazione». Fino a un paio di giorni fa, la proprietà faceva
sapere che il problema più grande era il rifornimento di silicio. Adesso
mancano proprio i soldi. «Ma a chi e come mancano i soldi?» domanda più
di un operaio. Parole che si commentano da sole. Leggetevi gli allegati , frutto di una nostra prima
indagine.Nella seconda pagina "schema società operazione Ex Elettrolux" ho ricostruito, per quanto possibile, "l'universo" delle società collegate ai due imprenditori che hanno guidato l'operazione: Massimo Fojanesi e Stefano Cevolo. Inoltre questi due imprenditori ci hanno portato, probabilmente, vicino alla galassia della "finanza rossa" di Consorte, l'ex patron di Unipol che tentò la scalata alla popolare di Lodi e che prlava a telefono con alti esponenti del PD ( Fassino e altri). Infatti Consorte, uscito da Unipol ha messo una banca di investimenti la Intermedia a cui sembra che una società di Stefano Cevolo sia legato. naturalmente queste società ccollegate alla galassia multimedia sono tutte finanziarie, scollegate da qualsiasi processo produttivo (non hanno fabbriche ma prestano denaro).
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